COS’È IL PARODONTO?

Letteralmente il termine parodonto indica tutto ciò che si trova intorno al dente.
Ad una prima analisi si potrebbe identificare il parodonto con le gengive; in realtà, da un punto di vista funzionale l’apparato parodontale viene identificato con tutte le strutture anatomiche deputate al sostegno del dente ovvero:

  • Il tessuto gengivale: è la parte di mucosa orale che circonda i denti e ricopre le ossa alveolari. A ridosso del dente, all’altezza del colletto, forma una piccola invaginazione detta solco gengivale.
  • Il legamento parodontale: è costituito da un insieme di numerosissime fibre elastiche che circondano le radici dei denti ed hanno lo scopo di congiungere il dente con l’osso circostante chiamato osso alveolare.  Il grado di mobilità dei denti è fortemente influenzato dallo stato di salute del legamento parodontale.
  • Il cemento radicolare: è lo strato più esterno della radice del dente e dà inserimento alle fibre del legamento parodontale.
  • L’osso alveolare: è l’osso che si trova intorno ai denti ovvero quella parte di mascellare e di mandibola preposta al sostegno fisico delle radici dentali.

QUALI SONO LE MALATTIE DEL PARODONTO?

Le malattie parodontali sono patologie che colpiscono le strutture anatomiche del parodonto.
La Gengivite è la forma iniziale e più lieve di infiammazione parodontale: le gengive appaiono arrossate, gonfie e sanguinano facilmente. È uno stadio di infiammazione ancora reversibile e, se risolta per tempo, non lascia danni.
La Parodontite invece (presente sotto varie forme) interessa e distrugge i tessuti di sostegno profondi (osso alveolare, legamento parodontale e cemento radicolare). Questo processo di distruzione è generalmente lento e privo di dolore, e porta ad una irreversibile riduzione dell’apparato di sostegno del dente. Una mancanza di sostegno si traduce inevitabilmente in un aumento della mobilità dentale fino alla perdita dell’elemento dentario stesso.

DA CHE COSA SONO PROVOCATE GENGIVITI E PARODONTITI?

La causa principale delle malattie parodontali è sicuramente la placca che si accumula sulle superfici dentali, formando una struttura complessa chiamata “biofilm”.
Se la placca non viene rimossa quotidianamente, essa aumenta di volume e alcune specie batteriche particolarmente aggressive possono penetrare nel solco gengivale e provocare un lento processo di distruzione. L’osso si riassorbe e la gengiva si distacca dalla radice del dente, determinando la formazione di uno spazio che viene definito “tasca parodontale”.
Con il progredire della malattia e quindi con la distruzione dei tessuti, le tasche divengono sempre più profonde; questo processo può essere del tutto privo di sintomi e il paziente può non accorgersi del danno che si sta creando. La velocità e l’entità della distruzione batterica possono però essere influenzati anche da altri fattori, come il fumo, malattie sistemiche come il diabete o leucemie, e da una predisposizioni genetica.

 

COME SI DIAGNOSTICA LA MALATTIA PARODONTALE?

Compiere una corretta diagnosi di malattia parodontale è facile e necessita che il dentista utilizzi la sonda parodontale, uno strumento delicato dotato di alcune tacche millimetrate.
Il sondaggio è una manovra che permette di verificare la profondità del solco gengivale e la presenza di eventuali tasche parodontali.
Affianco al sondaggio un corretto esame radiogafico permette di individuare l’andamento della cresta ossea e di completare l’esame clinico.
L’approccio diagnostico del nostro Team prevede, quando necessario, l’esecuzione di test micriobiologici che permettono di individuare facilmente l’esatta composizione della flora batterica presente, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, e agire quindi non solo con una terapia meccanica ma anche con una terapia farmacologica specifica di supporto.
I test genetici permettono inoltre di identificare i pazienti geneticamente suscettibili, per un deficit immunitario, all’insorgenza di parodontiti gravi e di impostare un piano di trattamento individualizzato.

COME PUÒ EVOLVERE LA MALATTIA PARODONTALE?

La gengivite è l’infiammazione iniziale dei tessuti gengivali superficiali e, se trascurata, può evolvere nell’infiammazione dei tessuti più profondi cioè la parodontite.
Va sottolineato che non tutte le forme di gengivite evolvono in parodontite, ma l’intervento precoce in questo stadio della malattia è l’unico in grado di portare ad una completa guarigione.
La malattia parodontale è una malattia dai sintomi poco evidenti che si manifesta spesso quando si trova già ad uno stadio avanzato. Per questo risulta particolarmente importante prevenire l’insorgenza effettuando almeno una visita di controllo ogni 6 mesi dove lo Staff dello Studio Tomarelli è lieto di assistervi e analizzare al meglio lo stato di salute del vostro cavo orale.
La mancata diagnosi precoce e l’assenza di terapia, oltre alla perdita del dente, può determinare anche un riassorbimento osseo che può coinvolgere uno o più denti.
Anche la recessione gengivale, che è rappresentata da uno spostamento del margine gengivale con conseguente esposizione di parte della radice del dente, può essere una conseguenza della malattia parodontale in atto.

COME SI CURA LA PARODONTITE?

La parodontite non può essere “curata” come si intende generalmente per altre malattie, ma, essendo un processo distruttivo, può essere in molti casi arrestata con possibilità di raggiungere un certo grado di riparazione, ma senza mai poter ritornare allo stato di salute antecedente la malattia, se no in particolari e limitati casi.
Il protocollo terapeutico classico prevede una prima fase detta terapia causale o eziologica il cui scopo è:
  • eliminare e controllare l’infezione attraverso metodiche di pulizia professionale che  consentono di rimuovere accumuli di placca e tartaro anche in profondità a livello sottogengivale;
  • istruire il paziente a pulire correttamente i propri denti;
  • eliminare i fattori che inducono l’accumulo di placca e tartaro o rendono difficoltosa la detersione.
Una volta ripristinato lo stato di salute parodontale segue, se necessaria, l’eventuale fase correttiva il cui obiettivo è quello di:
  • eliminare tasche troppo profonde che non permettono una corretta igiene orale quotidiana e possono essere causa di recidive;
  • ridurre l’esposizione delle radici ed eliminare quindi le recessioni gengivali;
  • rigenerare l’apparato di supporto distrutto;
  • correggere la posizione del margine gengivale ripristinando la corretta estetica del sorriso;
  • mantenere elementi dentari per lungo tempo, anche se hanno perso parte del loro supporto osseo;
  • consentire la sostituzione degli elementi persi con impianti dentali, una volta ripristinata la salute dei denti naturali adiacenti;
  • permettere di mantenere efficiente l’apparato masticatorio del paziente e consentirgli una corretta alimentazione.

IL SUCCESSO DELLE TERAPIE PARODONTALI 

La costante supervisione e i trattamento ripetuti nel corso delle settimane mostrano miglioramenti clinici evidenti sul paziente permettendo pian piano di ripristinare lo stato di salute parodontale.
La collaborazione del paziente è essenziale al fine di ottenere un buon risultato e soprattutto mantenerlo nel tempo. La guarigione dei tessuti prima gonfi ed infiammati determina una fisiologica riduzione volumetrica delle gengive.
La terapia di mantenimento è un sistema di richiami a cui il paziente trattato viene sottoposto allo scopo di verificare la corretta esecuzione delle manovre di igiene orale e lo stato di salute parodontale; in questa fase si eseguono sedute di igiene professionale per garantire i risultati ottenuti con la terapia causale, mantenendo sotto controllo il rischio di reinfezione e recidiva. L’adesione del paziente a questa fase rappresenta spesso la garanzia più importante per mantenere nel tempo i risultati ottenuti con le terapie.
Per qualunque informazione o chiarimento aggiuntivo potete contattare direttamente lo studio Tomarelli  Tel 06/80693880, email info@studiotomarelli.com

 

Staff Studio Dr. Filippo Tomarelli

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